Dove si trova davvero il mercato italiano nel 2026
Il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha registrato 22.013 unità vendute nel 2024, con un calo dell'11 percento rispetto ai volumi record del 2023. È un dato negativo, ma va contestualizzato: la media europea nello stesso periodo si attesta su un calo del 19 percento secondo CECE. La contrazione italiana è quindi più contenuta di quella tedesca o francese, e la soglia minima della domanda è più solida grazie alla spesa pubblica.
All'interno del totale, il movimento terra ha sofferto di più: -12 percento a 20.988 unità, secondo UNACEA. Le macchine stradali invece sono cresciute del 9 percento a 1.025 unità, segnale precoce della riconversione verso l'infrastruttura pubblica. Nel secondo trimestre del 2025 il mercato ha mostrato i primi segnali di stabilizzazione "fisiologica", con un +3 percento a 9.946 unità rispetto ai livelli depressi di inizio 2024.
Il confronto storico è importante. Tra il 2007 e il 2011 la domanda italiana di macchine movimento terra è crollata del 65 percento, da 30.120 a 10.508 unità. L'aggiustamento attuale, doloroso per le imprese focalizzate sul residenziale, non è neanche lontanamente paragonabile. I volumi restano significativamente sopra il fondo del 2011 e i problemi di liquidità sono legati a crediti fiscali bloccati, non a un collasso bancario sistemico.
Vendite totali
22.013
unità, -10,9% (UNACEA)
Confronto Europa
-19%
media CECE 2024
Liquidazioni edili Q1 2025
651
+16,4% YoY
Investimenti residenziali 2025
-15,6%
post-Superbonus
Il vuoto post-Superbonus 110% e i crediti incagliati
La fine del Superbonus 110% nel dicembre 2023 è il catalizzatore del riposizionamento radicale del mercato. Durante il picco 2022-2023, l'attività di "riqualificazione energetica" ha raggiunto livelli economicamente insostenibili, sostenuti da incentivi fiscali generosi. La cessazione di "Cessione del Credito" e "Sconto in Fattura" non ha solo bloccato nuovi progetti: ha creato la crisi dei crediti incagliati.
Le piccole imprese di costruzione, che spesso usavano questi crediti fiscali come quasi-moneta per finanziare acquisti e leasing di macchine, si sono trovate in trappole di liquidità. Non riescono più a monetizzare i crediti accumulati e nemmeno a servire i contratti firmati al picco del boom. Il risultato è un'ondata di liquidazioni giudiziali: 651 procedure registrate nel settore costruzioni nei primi mesi del 2025, con un aumento del 16,4 percento.
Per il mercato dell'usato l'effetto è duplice. Da un lato l'investimento residenziale è proiettato in calo del 15,6 percento per il 2025. Dall'altro le banche e i tribunali stanno sequestrando o liquidando flotte di mini-escavatori e telehandlers giovani, spesso con poche ore di lavoro. Caorso e altre piazze d'asta regionali si trovano oggi a smaltire materiale residenziale a 3-5 anni che durante il Superbonus aveva un mercato e oggi ne ha pochissimo.
I 191 miliardi e il rush verso agosto 2026
L'allocazione di quasi 191 miliardi di euro dal NextGenerationEU è il contrappeso al crollo del residenziale. A metà 2025 la spesa è entrata nella fase critica dell'ultimo miglio per rispettare la scadenza tassativa del 31 agosto 2026. Le missioni a forte intensità infrastrutturale, in particolare la Mission 3 (mobilità ferroviaria) e la Mission 2 (transizione ecologica e sicurezza idrica), hanno visto gli investimenti crescere di oltre il 21 percento nel 2025.
L'effetto del PNRR sulle macchine è profondo e ha cambiato la composizione della domanda. La domanda si è spostata dal "leggero" residenziale al "pesante" infrastrutturale. Le vendite di mini-escavatori si stanno ammorbidendo, mentre la domanda di dumper articolati, escavatori cingolati grandi e rulli stradali è ai massimi del decennio.
A fine 2026 si profila però uno strapiombo. Circa un terzo dei cantieri PNRR è oggi sotto il 50 percento di completamento: questo impone un ritmo frenetico nei primi tre trimestri del 2026, seguito da un potenziale surplus di macchine pesanti una volta che i progetti si chiudono. Per chi compra adesso macchine pesanti basse di ore, il rischio è limitato: la domanda 2027-2028 resterà alta per i cicli infrastrutturali successivi.
L'effetto Roma e la redistribuzione delle flotte urbane
Il Giubileo 2025 ha trasformato Roma in un cantiere a cielo aperto. Sotto la sola iniziativa "Roma Caput Mundi" sono stati avviati 335 progetti per 500 milioni di euro, tra cui la riqualificazione di Piazza Pia, l'estensione della Metro C e il restauro di ponti chiave come il Ponte dell'Industria. L'opera ha assorbito grandi quantità di macchine compatte e medie adatte ai centri storici urbani.
Tra fine 2025 e 2026, mano a mano che i lavori giubilari si concludono, il mercato dell'usato del Lazio è atteso a vedere una redistribuzione significativa di queste macchine. Una parte fluirà verso il Sud Italia per supportare i cantieri PNRR, una parte verso i Balcani via porti adriatici. Per il compratore in altre città italiane (Firenze, Bologna, Napoli) che stanno accelerando la propria normativa ZTL e Stage V, si apre una finestra: macchine ad alta specifica, basse di ore e già verificate sul campo del Giubileo.
La divergenza Nord-Sud è oggi una mappa di prezzo
Il mercato italiano dell'usato si comporta come due entità distinte. Nel Nord industriale (Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte) il mercato è saturo di "residui del Superbonus", mini-escavatori giovani e telehandlers acquistati per progetti di ristrutturazione residenziale. I concessionari del Nord stanno gestendo un afflusso massiccio di permute da imprese che si ridimensionano o chiudono.
Al contrario, il Centro e il Sud (Lazio, Campania, Sicilia, Puglia) sono i beneficiari primari delle infrastrutture finanziate dal PNRR e dell'effetto Giubileo. Sicilia e Campania stanno assorbendo unità pesanti di movimento terra e macchine stradali per sostenere corridoi ferroviari e progetti idrici. Si genera così uno squilibrio geografico: al Nord il mercato dell'usato è a favore di chi compra nel segmento leggero, mentre al Sud resta a favore di chi vende nel pesante ad alta capacità. La ZES Unica al Sud aggiunge un altro fattore: i crediti d'imposta sui nuovi investimenti tengono attivo il mercato del nuovo e prevengono l'accumulo di stock usato.
L'abisso normativo della Milano Area B
L'implementazione delle Zone a Traffico Limitato e l'applicazione rigorosa del motore Stage V in città come Milano (Area B), Roma e Torino sta creando un mercato dell'usato a due livelli. Il calendario è già fissato e produce una svalutazione prevedibile.
| Tappa normativa | Macchine impattate | Effetto sul valore usato |
|---|---|---|
| Ottobre 2024 (Area B Milano) | Diesel Euro 4/IV (N1, N2, N3) | Ribasso immediato del 20-25 percento per unità non conformi |
| Ottobre 2025 (Area B Milano) | Diesel Euro V (N2, N3) con FAP | Liquidazione delle flotte ausiliarie non conformi |
| 2026 CAM | Macchine non Stage V | Esclusione dai grandi appalti pubblici |
Per il compratore italiano una macchina non conforme allo Stage V (generalmente pre-2019/2020) sta diventando un'attività tossica per i contractor urbani. Queste unità vengono spinte verso il mercato provinciale o esportate, mentre le unità Stage V vantano un premio di prezzo del 15-20 percento sopra le curve di deprezzamento storiche.
Caorso, i prezzi medi e il divario listino-asta
Caorso, in provincia di Piacenza, rimane l'epicentro del trading italiano di macchine usate. Ritchie Bros. ha tenuto aste con volumi crescenti nel 2024 e 2025, in particolare per attrezzature leggere. L'asta di dicembre 2025 ha prodotto 3.648 risultati, con i mini-escavatori (sotto le 6,6 tonnellate) come categoria dominante a 233 unità. La presenza di unità "inutilizzate" o con pochissime ore (sotto 500) provenienti da modelli 2023 e 2024 indica un trend di vendite forzate da imprese che hanno sovra-acquistato durante l'era Superbonus.
La forbice tra listino e asta si è allargata. La media europea viene spesso citata al 30 percento; in Italia, per i mini-escavatori in aste regionali di fallimento, il divario ha raggiunto il 35-40 percento. Esempio concreto: Kubota U-series o Caterpillar 301.8 del 2020-2022 listati a € 22.000-25.000 dai dealer chiudono spesso a € 15.000-18.000 nelle aste senza prezzo di riserva. Per chi paga in contanti o ha finanziamenti immediati, questa è la base di partenza della negoziazione, non il prezzo di listino.
| Categoria | Trend | 2023 | 2024 | 2025 | 2026 |
|---|---|---|---|---|---|
| Escavatori cingolati (>20t) | € 85.000 | € 88.000 | € 92.000 | In aumento | |
| Mini-escavatori (<3t) | € 19.500 | € 17.500 | € 15.500 | In calo | |
| Pale gommate (medie) | € 55.000 | € 52.000 | € 54.000 | Stabile | |
| Dumper articolati | € 115.000 | € 135.000 | € 180.000* | In aumento | |
| Sollevatori telescopici | € 45.000 | € 41.000 | € 38.000 | In calo | |
| Terne | € 28.000 | € 26.000 | € 27.500 | Stabile |
*Riflette un aumento del prezzo medio in asta del 56 percento a inizio 2025 sui dumper articolati, trascinato dal rush PNRR sulle infrastrutture pesanti.
L'iconografia domestica e il differenziale di prezzo
L'Italia rimane un mercato fortemente fedele ai marchi domestici, in particolare Merlo. I telehandlers del costruttore di Cuneo comandano un premio costante del 10-15 percento rispetto a rivali internazionali come Manitou o JCB sul mercato dell'usato. Una Merlo TF33.7 con 1.500 ore di lavoro tipicamente raggiunge tra € 62.000 e € 94.000 in Italia, mentre un'unità internazionale comparabile fatica a superare € 55.000.
Il premio è guidato da una rete robusta di ricambi domestici e dalla versatilità delle serie Roto e Multifarmer di Merlo, indispensabili per le imprese italiane di costruzione e agricoltura miste. Per chi compra fuori dall'Italia la conseguenza è chiara: una Merlo importata dalla Germania o dalla Francia conserva valore di rivendita in Italia molto meglio che in qualsiasi altro mercato europeo. Non è un'opportunità di arbitraggio puro, ma un fatto da contemplare nella valutazione del valore residuo.
CGT, Komatsu Italia, Wirtgen Macchine sotto pressione
La rete dei concessionari italiani sta attraversando un periodo di pressione intensa, con i ricavi che si spostano dalle vendite di macchine al servizio e al noleggio. CGT (Compagnia Generale Trattori, distributore Cat per l'Italia), Komatsu Italia e Wirtgen Macchine hanno segnalato una "fragilità decisionale" tra i loro clienti. David Bazzi di Komatsu Italia ha osservato che il mercato "incassa il colpo" ma la mancanza di chiari incentivi fiscali per "Industria 5.0" ha creato un vuoto a fine 2024, anche se ZES e PNRR sono attesi a riattivare la domanda di macchine pesanti nel 2025-2026.
Gianluca Cali di CGT ha sottolineato che il numero di macchine in uso resta stabile, suggerendo che mentre le vendite calano, le flotte attuali lavorano a tassi di utilizzo elevati. Domenico Matrone di Wirtgen Macchine ha avvertito che dopo cinque anni di stabilità il segmento delle macchine stradali sta raggiungendo una "saturazione fisiologica", anche se il rinnovo della flotta nazionale resta un fattore stabile. Il regime del margine continua a essere uno strumento critico per i concessionari italiani, che sotto un regime di tassi alti hanno bisogno di vendere usato senza applicare il 22 percento di IVA sul prezzo intero ma solo sul margine del concessionario.
Egitto, Albania, Mar Rosso e i porti adriatici
Mentre il mercato residenziale domestico si contrae, l'esportazione di macchine usate è diventata la principale valvola di sfogo per i concessionari italiani. Nel 2025 le esportazioni italiane di macchine per costruzioni hanno totalizzato circa € 3,22 miliardi, in calo solo dello 0,5 percento, dimostrando la resilienza dell'ingegneria "Made in Italy".
L'Egitto è la destinazione più critica per il pesante movimento terra e gli equipaggiamenti di perforazione, in gran parte grazie a progetti come la Nuova Capitale Amministrativa. I concessionari italiani hanno legami storici con appaltatori egiziani statali che preferiscono macchine di specifica italiana per la loro storia di manutenzione. La Libia rimane un mercato significativo per macchine pre-Stage V che non possono più operare nei centri urbani italiani.
L'Albania e i Balcani Occidentali rappresentano la seconda direttrice. La prossimità via i porti di Bari, Ancona e Trieste rende questa regione la destinazione primaria per i "residui del Superbonus". Il boom infrastrutturale albanese si sta attualmente costruendo su mini-escavatori e telehandlers di 3-5 anni di età provenienti dalle liquidazioni del Nord Italia. La chiusura del canale Russia/Belarus ha invece rimosso una valvola tradizionale per attrezzature specializzate di demolizione e forestale, contribuendo a un calo localizzato di prezzi per queste categorie all'interno dell'Italia. La crisi del Mar Rosso ha aumentato i costi di transito verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, costringendo alcuni concessionari italiani ad abbassare i prezzi richiesti per restare competitivi nel Golfo.
Sany, XCMG, LiuGong e il soffitto sui prezzi dell'usato
L'ingresso dei produttori cinesi (Sany, XCMG, Zoomlion, LiuGong) nel mercato italiano non è più una minaccia marginale: rappresenta un cambiamento strutturale dell'ecosistema dell'usato. Sany e LiuGong hanno costruito reti di concessionari professionali in Italia e partecipano a fiere principali come EdilExpoRoma 2025. La loro strategia consiste nell'offrire macchine nuove a prezzi competitivi con l'usato occidentale, e questo ha messo un tetto al valore di rivendita di marchi come Caterpillar e Volvo.
Un compratore italiano nel 2026 si trova spesso davanti a una scelta concreta: una Cat 301.8 di 5 anni a € 16.000 oppure un equivalente cinese nuovo con 5 anni di garanzia a € 21.000. Inoltre i porti italiani stanno sempre più fungendo da snodo logistico per macchine cinesi nuove destinate al Nord Africa e ai Balcani, disturbando il modello di business tradizionale italiano di ri-esportazione di macchine usate europee verso questi mercati.
Cosa comprare e cosa evitare nel 2026
Per l'imprenditore edile o il fleet manager italiano con liquidità, il 2026 offre una finestra rara per modernizzare la flotta a costi contenuti, a patto di gestire correttamente i rischi normativi.
- Mini-escavatori e telehandler rigidi. I segmenti col massimo valore relativo. Per modelli 2020-2022 si negozia oggi 15-20 percento sotto i prezzi di listino. La forbice tra listino e asta sui mini in aste fallimentari del Nord raggiunge il 35-40 percento.
- Terne (backhoe). Mentre questa categoria è in declino altrove in Europa, in Italia rimane un favorito specifico per lavori municipali e riparazioni di utenze in centri storici stretti. I valori dell'usato di JCB e Komatsu reggono, rendendole un sicuro "bene rifugio".
- Arbitraggio Nord-Sud. I compratori meridionali dovrebbero cercare attivamente liquidazioni in Lombardia e Veneto. I concessionari del Nord sono attualmente più motivati a movimentare stock rispetto a quelli in Sicilia o Campania, dove si vede ancora una domanda locale decente dai cantieri PNRR.
- Macchine pesanti basse di ore. Comprare nel 2026 escavatori cingolati grandi, dumper articolati o pale gommate medie con poche ore è una copertura solida contro l'aumento di prezzi atteso nei cicli infrastrutturali 2027-2028.
Il rischio principale nel 2026 è acquistare una macchina "tecnologicamente obsoleta". Una macchina Stage IV comprata con un ribasso del 30 percento può sembrare un affare, ma la sua esclusione dall'Area B di Milano o dai cantieri giubilari di Roma può rendere la sua utilità effettiva e il valore di rivendita futuro trascurabili. Privilegia unità Stage V con telematica, sempre più richieste per il reporting sui cantieri PNRR.
Cosa monitorare nei prossimi 12 mesi
Il consenso tra gli organismi di settore italiani è che il mercato toccherà il fondo in inizio 2025 e inizierà una lenta ripresa guidata dall'infrastruttura entro il 2026. ANCE prevede una crescita del 5,6 percento del settore costruzioni per il 2026, trainata dalla spinta finale dei progetti PNRR. UNACEA e ASSODIMI si aspettano vendite 2026 in linea o leggermente sopra i livelli 2025, man mano che "Industria 5.0" diventa pienamente operativa. La Banca d'Italia nota un'espansione moderata dell'attività costruttiva a fine 2025, supportata dal recupero dei consumi delle famiglie e dall'allentamento delle condizioni di credito dopo i tagli BCE.
Tre indicatori che il nostro team analizza quotidianamente: il ritmo di assorbimento della tranche PNRR nei prossimi tre trimestri, l'eventuale taglio della BCE al 2,5 percento di tasso obiettivo, e la velocità con cui le città secondarie (Firenze, Bologna, Napoli) seguono il modello Milano sulla ZTL Stage V. Quando questi tre cardini si muovono insieme, la finestra a favore di chi compra si chiude rapidamente.
Comprare ora o aspettare
Il periodo 2024-2026 è il "grande filtro" del mercato italiano delle macchine edili. Le imprese che sapranno gestire il debito dell'era post-Superbonus e riorientarsi su infrastrutture e normativa 2026 ne usciranno molto più forti. Concretamente: se hai un profilo residenziale e devi rinnovare la flotta, oggi il Nord Italia gioca a favore di chi compra. Se hai un profilo PNRR (ferro, ponti, idrico) compra adesso macchine pesanti basse di ore prima che l'ultima tranche finisca di scaricarsi sul mercato. Se operi in centri urbani sotto ZTL Stage V, evita ogni macchina pre-2019/2020 anche con un ribasso apparentemente irresistibile: il valore residuo del 2028 sarà vicino a zero in Italia e dovrai esportarla.